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Fotografare le stelle

La fotografia astronomica è spettacolare ed alla portata di tutti

Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo e se guardi il cielo è perché credi ancora in qualcosa.

Bob Marley

La fotografia notturna delle stelle mi ha sempre affascinato fin dai tempi della pellicola ed ultimamente sono cambiate molte cose, in meglio ovviamente. Infatti capita spesso, navigando su internet, di imbattersi in meravigliose fotografie del cielo notturno nelle quali appare una quantità enorme di stelle ed è chiaramente visibile la struttura della Via Lattea o di altre galassie. Foto spettacolari, in grado di lasciarci a bocca aperta, incollati davanti al monitor a domandarci quale costosissima attrezzatura fotografica e quali livelli di esperienza siano necessari per ottenere tali capolavori! Vi sorprenderete forse nello scoprire che chiunque possieda una reflex, anche un principiante, può ottenere ottimi risultati, a patto di applicare le corrette tecniche fotografiche e di scegliere un luogo adeguato.
Iniziamo proprio parlando del luogo, poiché trovarne uno adatto è una condizione assolutamente necessaria al fine di ottenere un buon risultato: il principale problema è infatti costituito dall’inquinamento luminoso, che rende semplicemente impossibile scattare questo genere di fotografie dalle città, anche utilizzando un’attrezzatura professionale.
Essendo il nostro paese molto densamente popolato e praticamente privo di zone sufficientemente lontane da centri abitati, l’unica possibilità che si prospetta a chi intende immortalare il cielo stellato è rappresentata dalla montagna: solo in alta quota il cielo sarà sufficientemente limpido da consentirci di raggiungere il nostro scopo! Se volete qualche dritta per ottenere scatti spettacolari qui in Val di Fassa, scrivetemi pure e vi indicherò i posti migliori.
Chiaramente il cielo deve essere sgombro da nuvole e senza luna, dato che essa illuminerebbe eccessivamente il cielo rendendo le stelle indistinguibili; informatevi quindi, prima di partire, sull’orario del sorgere e del tramontare della luna e della fase lunare in atto, affinché possiate essere certi che il nostro satellite non sia d’ostacolo.
Passiamo all’attrezzatura: come già accennato non sarà necessaria una reflex costosa né un obbiettivo professionale, è tuttavia consigliabile scattare con un grandangolo abbastanza spinto (il motivo lo spiegheremo più avanti). Altro componente indispensabile è un treppiedi solido sul quale montare la fotocamera, ed è vivamente consigliato l’utilizzo di un telecomando per poter utilizzare la posa Bulb.
Una volta sul posto bisognerà attendere che il cielo sia completamente buio (il cosiddetto crepuscolo astronomico), il che potrebbe richiedere anche diverse ore di attesa dopo il tramonto, poiché la fotocamera catturerà più luce di quanta ne vediamo ad occhio nudo, così che anche un flebile bagliore sarà catturato ed amplificato dalla reflex nascondendo le stelle.
Potete approfittare dell’attesa per studiare la composizione della foto, nel caso voleste includere nella scena, oltre al cielo stellato, anche la sagoma delle montagne o altri elementi.
Prima di parlare delle impostazioni della fotocamera, diamo qualche nozione teorica: come è evidente osservando gli scatti astronomici simili a quello che vogliamo realizzare, nella foto sono presenti molte più stelle di quelle che si riescono a distinguere ad occhio nudo: qual è il trucco? Nessuno; si tratta semplicemente di una sovraesposizione: si fa in modo che la fotocamera catturi più luce possibile, così che anche stelle la cui luminosità è troppo debole affinché noi possiamo scorgerle appaiano distintamente nella foto.
Per far catturare al sensore più luce possibile non dovrete far altro che applicare le regole basilari della fotografia, ovvero scattare al diaframma più aperto che il vostro obbiettivo consente, impostare la sensibilità ISO più alta utilizzabile con la vostra reflex (o meglio, la sensibilità più alta che vi consenta comunque di ottenere una qualità di immagine accettabile), ed utilizzare un lungo tempo di esposizione.
Per impostare questi parametri dovrete disattivare qualsiasi automatismo della reflex, e scattare dunque in modalità ‘Manuale’, accessibile nella maggior parte delle fotocamere spostando la ghiera su ‘M’.
Disabilitate inoltre il Live View, che non sarebbe di alcun aiuto in questa situazione e ridurrebbe la durata della batteria. Consigliamo poi di scattare la foto in formato RAW, così da avere più ampi margini di elaborazione con Photoshop.
Se sensibilità ISO ed apertura di diaframma massimi dipendono esclusivamente dalle caratteristiche della nostra attrezzatura, abbiamo invece la facoltà di stabilire il tempo di esposizione. Ovviamente, più esso sarà lungo, maggiore sarà la luce catturata dal sensore della reflex, e di conseguenza più stelle appariranno nell’immagine finale.
Tuttavia, se non utilizzate un telecomando, la durata massima dell’esposizione sarà quella imposta dalla vostra reflex, ovvero, solitamente, 30 o 60 secondi; in caso contrario potrete invece scattare in posa Bulb; in questo modo non ci sarà alcun limite alla durata dell’esposizione: basterà tenere premuto il pulsante del telecomando fin quando non vorrete interrompere l’esposizione.
Il motivo per il quale la posa Bulb non è utilizzabile senza telecomando è che tenere premuto il pulsante di scatto della reflex (anziché quello del telecomando) porterebbe inevitabilmente ad ottenere foto mosse, a causa proprio della pressione del dito.
Bisogna poi tenere conto di un altro limite: infatti, a causa della rotazione terrestre, superato un determinato numero di secondi di esposizione le stelle appariranno nell’immagine sempre più allungate, fino a diventare, in esposizioni di diversi minuti, delle vere e proprie scie.
Questo effetto è talvolta ricercato, ma se volete che le stelle appaiano puntiformi non dovrete andare oltre un tempo di esposizione limite, che dipende principalmente dalla lunghezza focale del vostro obbiettivo: tanto più esso sarà grandangolare, tanto più potrete allungare l’esposizione.
Esistono formule precise per calcolare questo ‘tempo limite’, ma il consiglio è quello di fare diversi tentativi con tempi di posa differenti, valutando di volta in volta il risultato dal display della reflex fino a trovare il tempo più indicato.
Facciamo in ogni caso qualche esempio per dare un’idea, ipotizzando di utilizzare una reflex con sensore APS (come tutte quelle amatoriali): ad una focale di 10mm il tempo massimo di esposizione si aggira intorno ai 45 secondi, che scendono a 20 secondi circa ad una focale di 24mm.
Ne consegue che non sarebbe possibile ottenere risultati apprezzabili con obbiettivi dalla focale molto spinta: il tempo di posa massimo per ottenere delle stelle puntiformi con un teleobiettivo da 150mm, sarebbe infatti di appena 5 secondi, che probabilmente non basterebbero a catturare la debole luce delle stelle. In questi casi si dovrebbe passare all’astrofotografia evoluta e dotarsi di inseguitore, ma per quello bisognerebbe scrivere un altro articolo.
Anche la messa a fuoco deve essere impostata manualmente: in genere i risultati migliori si ottengono ruotando l’apposita ghiera fino ad arrivare in corrispondenza del simbolo ∞ (infinito), ma anche in questo caso l’ideale è analizzare gli scatti effettuati dal display della reflex per verificare che la messa a fuoco sia corretta, ed eventualmente modificarla. Il mio trucco è cercare una fonte luminosa lontana, metterla a fuoco con l’automatico e poi disattivarlo senza toccare più le ghiere. Ah, ricordatevi anche di disattivare lo stabilizzatore che in questo caso non aiuta, anzi peggio.

Bene adesso tutti a provare a scattare di notte le stelle.

Ecco una mia piccola galleria fotografica di foto notturne realizzate tra le Dolomiti della Val di Fassa

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