Copyright - Anton Sessa

Condividere è una cosa, copiare un’altra

Sempre di più mi imbatto in problematiche che riguardano l’uso illecito di fotografie, e non parlo solo di mie fotografie o di problematiche legate alla copia, ma anche di foto taroccate o foto di un luogo spacciate per un altro. Un esempio di alcuni giorni fa che si era diffuso su facebook è la foto (che allego qui) che mostrava metri di neve su una strada statale e spacciate prima per il passo Giau e poi per il passo San Pellegrino … peccato che la foto ha ormai diversi anni e non è neanche stata realizzata in Italia, ma in Giappone. Ma perché spacciare una foto per un’altra? Di metri di neve ne sono caduti si in valle (magari qualche metro in meno della foto in questione), quindi perché non venire a fare delle foto autentiche? Forse troppo complicato, troppo oneroso, troppo distante? Più comodo diffondere un contenuto trovato in rete stando comodi e seduti nel proprio ufficio e spacciarlo per proprio o per un luogo diverso da quello reale … importante fare vedere, creare condividere a tutti i costi??

L’uso sempre meno professionale delle immagini dato in pasto alla gente tramite i social network e poi diffusi su vari portali d’informazione sta quindi rapidamente aumentando. La cosa che dispiace non è tanto la diffusione tra gli utenti, che sono spesso ignari del falso o della copia illecita, ma il fatto che a diffondere falsi siano professionisti del settore come giornalisti, siti professionali o peggio ancora agenzie di marketing e di comunicazione, che dovrebbero avere come proprio mantra la comunicazione vera e reale e non quella costruita e falsa. E qui vi cito un mio personale e recentissimo caso di un’agenzia di marketing che ha usato illecitamente mie fotografie che avevo condiviso sui Social. In questo caso, l’illecito è aggravato dallo sfruttamento economico delle mie fotografie. Mi cascano le braccia perché, trattandosi di un’agenzia di marketing, questi dovrebbero conoscere le regole del copyright e del diritto d’autore, ma pare che così non sia.

Quindi facciamo un po’ di chiarezza (orecchie aperte per chi non sa) e vediamo quale è la differenza tra la condivisione delle fotografie e la copia o l’uso illecito delle fotografie. Se io @AntonSessa, inserisco una fotografia sul mio account di Twitter e faccio vedere al mondo quanta neve è caduta questa notte, auspico che tale foto venga condivisa tra gli utenti. Condividere significa effettuare un Retweet nel caso di Twitter dove si viene citato con il nome corretto e cliccabile, questo per risalire sempre alla fonte dell’originale. Quindi la mia foto compare sui profili di altre persone, ma sempre con il mio nome nel RT, quindi è chiaro di chi sia questa foto. Stesso discorso per gli altri Social Network come Instagram, Pinterest o Facebook per esempio dove è ben visibile il pulsante di condivisione. Altra cosa è copiare questa foto sul proprio PC per poi inserirla come se fosse propria, o ancora peggio copiare la foto, elaborare la foto e spacciarla per propria o ancora peggio fare entrambe le cose e rivenderla per trarne un profitto. Ecco in questo caso ho compiuto un atto illecito quindi non si può fare (per fortuna, esiste una legge che tutela i diritti dell’Autore in caso di mancata corresponsione del compenso e di mancata citazione del nome dell’autore, ai sensi degli articoli 20 e seguenti ed 87 e seguenti della legge 633 del 22.4.41, per come modificato da DPR 19 del 8.1.79 e da DL 253 del 28.6.95).

Se volessi far usare liberamente da tutti una mia foto, dovrei dirlo apertamente indicando la dicitura licenza Creative Common (http://www.creativecommons.it/), ma anche in questo caso il nome dell’autore andrebbe comunque sempre citato.

Altro mito da sfatare: visto che ho trovato una foto su facebook questa è di tutti e tutti la possono usare! Ovviamente falso: anche in questo caso valgono le stesse regole del copyright. Cosa dire allora del contratto che accettate quando vi iscrivete a facebook, dove cedete tutti i diritti dei vostri contenuti a facebook? Si è vero, cedete le foto a facebook, ma solo a facebook e non ai suoi iscritti. Poi facebook sicuramente non venderà mai le vostre foto, non le userà mai … è una forma di tutela che i loro uffici legali hanno studiato per evitare grane con qualche utente più rognoso, perché non è nell’interesse di facebook usare le foto che inserite, facebook fa altro.

Per chi usa la fotografia come lavoro e quindi lo fa in modo professionale con partita iva, esiste un’associazione in Italia che tra le tante funzioni che svolge ha anche un ufficio legale che aiuta i propri soci a risolvere controversie legate proprio all’uso illecito delle loro foto. L’associazione si chiama TAU – Visual (Associazione Nazionale Fotografi Professioniti) – http://www.fotografi.org/

Vi allego anche un paio di video interessanti dove Roberto Tomesani (http://www.tomesani.com/) coordinatore Generale dell’Associazione TAU Visual, spiega a modo suo, anzi in un modo molto divertente ma soprattutto di facile comprensione, le tematiche prese in esame da questo mio post (su YouTube ne trovate tanti altri, tutti molto interessanti, soprattutto se vi occupate di fotografia).

Fonte articolo: http://www.antonsessa.com/condividere-e-una-cosa-copiare-unaltra/

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